XV Congresso: Mozione generale a prima firma Magi – Capano approvata a larga maggioranza.

Radicali Italiani

Radicali Italiani, riunito a Roma, dal 29 ottobre al 1° novembre 2016, nel celebrare il XV Congresso, il primo dalla morte di Marco Pannella, con commozione ne ricorda vissuto e insegnamenti, unendosi ai sentimenti di tutti coloro che ne hanno conosciuto lo straordinario valore umano e politico.

Il Congresso rileva che, di fronte alla crisi delle istituzioni rappresentative, alla degenerazione dei partiti, alle ricadute della crisi economica in termini di conflitti sociali e chiusura nei microcosmi nazionali, al rafforzamento dei movimenti populisti, diventa ancora più urgente offrire risposte di governo chiare ed efficaci per affermare una società aperta. Ringrazia quindi Emma Bonino per aver promosso la sessione transnazionale di domenica 30 ottobre, nel corso della quale sono state definite alcune possibili linee di azione politica sulla base di proposte elaborate all’interno del movimento.

Il Congresso sottolinea che l’Italia e l’Europa devono governare i flussi migratori in maniera unitaria, individuando strategie a lungo termine che tengano conto dei contesti geopolitici di partenza ma anche delle esigenze in termini demografici e di forza lavoro, creando canali sicuri  per chi cerca protezione ed elaborando programmi di sviluppo efficaci verso i paesi terzi che perseguano crescita a livello economico, sociale e, necessariamente, in termini di democrazia e diritto.
Per questo il Congresso impegna gli organi dirigenti a dare vita a una campagna nazionale affinché siano conosciute dal paese, e adottate da Governo e Parlamento, le proposte normative di riforma contenute nel dossier “Governo dei flussi migratori tra lavoro e inclusione sociale: le proposte di Radicali Italiani per cambiare il racconto sull’immigrazione”.

Il Congresso ritiene necessario rilanciare il processo di integrazione finalizzato alla costruzione di una comunità federale europea. A tale proposito, rileva che il controllo da parte di una forza doganale e di polizia dell’Unione dei movimenti di merci e persone alle frontiere esterne risponderebbe alla necessità di un governo unitario dei fenomeni in atto e consentirebbe il finanziamento diretto del bilancio dell’Unione stessa attraverso il prelievo di una parte dell’Iva sui beni di importazione. Riprendendo la proposta di Unione Diplomatica e Militare che fu parte della piattaforma della lista Bonino alle elezioni europee del 1999, ritiene fondamentale che i governi degli stati membri individuino come obiettivi prioritari la creazione di un esercito europeo, di un servizio diplomatico europeo e di una forza europea per il controllo dei movimenti di persone e merci alle frontiere esterne dell’Unione, sul modello di U.S. Customs and Border Protection.

Il Congresso rileva il fallimento degli Stati nazione nel governo dei grandi fenomeni migratori, ambientali, sociali ed economico-finanziari, così come rileva il fallimento del regionalismo italiano che ha prodotto più spesa e debito.

Il Congresso sostiene un modello federalista europeo e municipale per affermare la sovranità del cittadino a tutti i livelli istituzionali. Un modello che comprenda tutti gli spazi di azione ed espressione umana. Il Congresso ribadisce la necessità di aprire il governo locale ai cittadini attraverso l’attivazione di strumenti di democrazia diretta e partecipata a livello comunale anche sulle scelte tributarie.

Il Congresso impegna gli organi dirigenti a promuovere strumenti per restituire ai cittadini e alle istituzioni locali forme di controllo e di conoscenza misurabile dela qualità dei servizi.

 

Il Congresso ringrazia i rappresentanti delle minoranze in Siria ed in Iraq, perseguitate dalla brutalità terroristica di Daesh e dall’oppressione autoritaria dei rispettivi regimi, intervenuti nella sessione, e rifiuta la falsa scelta tra estremismo e dittatura, poiché quest’ultima non solo non protegge le minoranze dall’estremismo, ma, di fronte alla perdita di controllo sulla popolazione dovuta alla diffusione di nuovi mezzi di comunicazione, è costretta ad aumentare una feroce repressione. Ribadisce pertanto che l’unica alternativa è contrapporre all’estremismo democrazia e stato di diritto, nella consapevolezza che l’impunità genera violenza e atrocità e che la strage di diritto si traduce in strage di popoli, come molte volte ammonito da Marco Pannella. Impegna quindi gli organi dirigenti, in collaborazione con Non C’è Pace Senza Giustizia, a promuovere iniziative per diffondere l’informazione sulle persecuzioni passate e presenti delle minoranze oppresse e a operare affinché i crimini di guerra, di genocidio e contro l’umanità perpetrati in questi ultimi anni in Iraq e in Siria, così come altrove nel mondo, vengano portati di fronte al Tribunale penale internazionale, così come in tutte le altre sedi nazionali, europee e internazionale possibili.

Il Congresso sottolinea come negli ultimi anni sia stato Marco Pannella a chiedere ai Radicali di attivarsi affinché si documentasse la flagrante violazione da parte dell’Italia del Trattato sull’Unione europea. Considerato il rilievo del precedente giurisprudenziale nell’ambito della Corte di giustizia dell’Unione europea e della Corte europea dei diritti dell’uomo, dà mandato agli organi dirigenti di presentare, in occasione del primo Comitato nazionale, un dossier riguardante un’analisi a livello europeo su Italia e rispetto dello Stato di diritto, che riporti dettagliatamente la posizione dell’Italia rispetto agli altri Stati Membri con riferimento a condanne subite e sanzioni pagate negli ultimi dieci anni.
Per quanto riguarda il rispetto delle direttive europee, il Congresso rileva come le procedure di infrazione aperte nei confronti dell’Italia siano sensibilmente diminuite. Tuttavia evidenzia come il nostro Paese continui ad essere il capofila tra gli Stati Membri per contenziosi aperti e sanzioni pagate. Per tale motivo saluta l’esposto presentato alla Corte dei conti da Radicali Italiani relativo al danno erariale derivante dalle multe imposte dalla Corte di giustizia Ue al nostro Paese che, al 21 settembre 2016, ammontano a oltre trecento milioni di euro. In tal senso il Congresso dà mandato agli organi dirigenti di attivarsi affinché il Governo italiano si adoperi per rispettare, in tempi brevi, quanto stabilito dalle sentenze della Corte di Giustizia dell’Unione europea, scongiurando nuovi deferimenti e conseguenti condanne e sanzioni, denunciando altresì il disastro ambientale da cui in massima parte derivano.

Il congresso esprime la propria solidarietà alle popolazioni colpite dagli eventi sismici e ringrazia il sindaco di Norcia, Nicola Alemanno, per aver portato la sua testimonianza diretta.

Il congresso plaude alla mobilitazione dei militanti e dei volontari che ha permesso il raggiungimento della 50mila firme necessarie al deposito della proposta di legge di iniziativa popolare per la legalizzazione della cannabis e la decriminalizzazione dell’uso di tutte le sostanze stupefacenti e rivendica il successo della campagna “Legalizziamo”, promossa con l’associazione Luca Coscioni, riconoscendola come uno dei risultati più significativi dell’anno politico. La campagna, inoltre, ha rappresentato una preziosa occasione di lavoro comune e di coordinamento della militanza su tutto il territorio italiano, permettendo il coinvolgimento di nuovi militanti e simpatizzanti.
Il congresso impegna gli organi dirigenti a estendere l’attività antiproibizionista radicale anche alle cosiddette droghe pesanti al fine di superare la criminalizzazione in materia di stupefacenti sia in chiave nazionale che internazionale.

Il Congresso rivendica come il Movimento sia stato l’unico soggetto politico a essersi impegnato per garantire la libertà di voto agli italiani in occasione del referendum costituzionale, mentre le altre forze politiche hanno assunto decisioni legate a convenienza e contingenze del momento.
Rileva l’evidente compressione della libertà di voto degli italiani determinata dalla logica del plebiscito oramai consolidatasi, in quanto impedirà ai cittadini di discernere rispetto alle diverse modifiche contenute nella legge di riforma della Costituzione.
Sostiene le azioni legali che nelle prossime settimane saranno discusse dai tribunali civili, amministrativi e dall’Ufficio per il referendum della Corte di Cassazione, volte a sottoporre alla Consulta la questione in merito alla necessità di un referendum per parti separate, ritenendo inaccettabile per uno Stato di diritto l’ipotesi che non ci sia un giudice che si dichiari competente dei ricorsi proposti.
Il Congresso, considerato che sia tra i favorevoli e i contrari si riconosce che la Carta costituzionale andrà rivista qualunque sia il risultato del 4 dicembre e che la modifica della legge elettorale è già iscritta nell’agenda della politica, impegna gli organi dirigenti a rilanciare le iniziative in favore del collegio uninominale maggioritario, unico strumento utile a legare direttamente l’eletto con il corpo elettorale e il territorio.
Il Congresso ribadisce come in Italia oramai, a causa degli ostacoli discriminatori e irragionevoli che la legge pone per la raccolta firme, il diritto di promuovere referendum sia negato alla maggioranza dei cittadini e rimanga riservato esclusivamente ai grandi partiti e organizzazioni sindacali, gli unici a poter contare su un esercito di autenticatori e sulle risorse patrimoniali indispensabili per portare a successo l’iniziativa. Il Congresso rilancia pertanto l’obiettivo di un Referendum Act come riforma di sistema che sostituisca l’intera procedura referendaria secondo le migliori pratiche internazionali.
Invita il Movimento a mobilitarsi, anche attraverso la nonviolenza, per incalzare le istituzioni, a partire da Governo e Parlamento, per l’immediato superamento degli ostacoli in materia di autenticazione e certificazione delle firme che impediscono la raccolta, per poi arrivare all’approvazione dell’intero Referendum Act.

Il Congresso saluta l’intervento di Francesca Scopelliti, che ha individuato in Radicali Italiani il luogo politico dove vive la battaglia di Enzo Tortora per la giustizia giusta, e quindi per la separazione delle carriere e il superamento dell’obbligatorietà dell’azione penale.
Impegna gli organi dirigenti del movimento all’elaborazione di progetti di legge:
1) di riforma del Trattamento Sanitario Obbligatorio, perché sia garantita la legalità della procedura, attualmente priva di qualunque  strumento di tutela per il malato psichiatrico;
2) di implementazione dell’Ufficio del processo, perché il giudice sia coadiuvato in modo stabile nell’esercizio delle sue funzioni, e sia così strutturalmente posto rimedio al problema dell’ irragionevole durata dei processi;
3) di abolizione delle pene detentive brevi;
4) di riforma dell’art. 416-bis del codice penale applicato, in violazione della lettera della legge, a realtà del tutto estranee alle associazioni criminose per il contrasto alle quali la norma era stata introdotta.
Il Congresso conferma l’adesione alla IV marcia per l’amnistia, prevista il 6 novembre dal carcere di Regina Coeli a piazza San Pietro e invita i militanti e i congressisti a prendervi parte.
Prende atto della mozione approvata dal XL Congresso straordinario del Partito radicale che prevede, tra le altre cose, la sospensione della parte dello Statuto relativa ai soggetti costituenti e ribadisce la necessità di riconquistare la vita politica e democratica del Partito Radicale innanzitutto attraverso iniziative transnazionali di Radicali italiani, l’invito al tesseramento e la promozione di un coordinamento aperto ai soggetti dell’area.

Il Congresso ringrazia il tesoriere uscente Valerio Federico per l’impegno e l’attività svolta negli ultimi tre anni, che ha garantito il risanamento della situazione economica-finanziaria del movimento.
Il Congresso impegna il tesoriere a elaborare un programma di tesoreria da presentare all’attenzione del primo Comitato nazionale, in cui siano indicati modi, strumenti e tempi – scadenzati secondo obiettivi – di azioni specifiche finalizzate al reperimento di risorse adeguate alle sfide che il Movimento intende affrontare nel 2017.

Il Congresso, attraverso la nomina di un gruppo di lavoro entro quindici giorni dalla sua tenuta, impegna gli organi dirigenti a predisporre un progetto di modifica statutaria da sottoporre all’approvazione del primo Comitato nazionale, valutandone l’adeguamento alla normativa sul registro dei partiti, anche con l’obiettivo di mettere in campo un’iniziativa che contesti in via politica e giudiziaria i criteri di finanziamento dei soggetti politici.

Il Congresso evidenzia l’importanza delle Associazioni riconosciute da Radicali Italiani quale strumento di aggregazione ed iniziativa politica sia nazionale che locale, e alla luce del preoccupante decremento avuto negli anni, dà quindi mandato agli organi dirigenti di favorire la nascita, la crescita e la valorizzazione di queste realtà, anche attraverso la promozione di uno specifico coordinamento.

Riccardo Magi
Michele Capano